Gli attacchi emicranici possono essere scatenati dall’assunzione di alcuni alimenti: tra questi abbiamo esempio il formaggio, gli agrumi, i sottaceti o preparati contenenti elevate quantità di glutammato monosodico (usato per rendere il cibo più sapido).
I cibi contenenti tiramina sono stati spesso additati come “trigger” alimentari nell’emicrania.
La tiramina è il risultato della degradazione dell’aminoacido tirosina, il quale a sua volta si trova in cibi ricchi di proteine che sono stati elaborati o lasciati a lungo a temperatura ambiente.
Dal punto di vista biochimico, è un simpaticomimetico il cui effetto è finale è il rilascio di noradrenalina, che causa vasocostrizione, incremento della frequenza cardiaca (effetto cronotoropo) e della pressione sanguingna.
Esiste comunque un recettore ad alta affinità per la tiramina, chiamato Trace Amine Receptor 1 (A1), il che fa presupporre l’eventualità di una azione diretta neurotrasmettitrice da parte della tiramina. La distribuzione di tali recettori peraltro, presenti tanto nel cervello quanto nel rene, chiarisce il ruolo che ha questa molecola sulla pressione sanguigna.
A livello centrale (cervello) la liberazione di catecolammine e serotonina determina vasodilatazione e aumento della permeabilità capillare: la sollecitazione delle terminazioni nervose determina il dolore (mal di testa) nausea e fotofobia.
I sintomi dell’emicrania sono diversi dal mal di testa indotto da tiramina, che potrebbe essere quindi una entità a parte. Chi ha delle crisi ipertensive da tiramina è solitamente colto da sudorazione, ansia, tachicardia, tremori. Non esattamente il tipo di manifestazioni che si hanno durante un attacco emicranico. Anche perchè i cibi contenenti tiramina sono talmente tanti, che un soggetto predisposto dovrebbe avere un attacco ad ogni pasto.
Qualunque sia il rapporto tra alimenti, tiramina, cibi ad elevato contenuto proteico e così via, è probabile che il suo ruolo sia marginale fino a prova contraria. Certo, limitare alcune categorie alimentari è comunque una cosa buona, indipendentemente dal loro contenuto in amine.
Estratto da: Tiramina e Mal di Testa

