Associazione Terapie Complementari Toscana

Terapie Complementari

L’ATC Toscana nasce dall’esigenza di promuovere e divulgare sul territorio una corretta informazione riguardo le Terapie Complementari (TC), favorendo l’aggregazione, il dialogo e il confronto tra Pazienti, Familiari e Operatori Sanitari. 

Tra i Soci Fondatori vi sono medici, infermieri, tecnici, esperti in nutrizione, psicologi, musicisti e artisti.

Cosa sono le Terapie Complementari?

Le TC sono una serie di pratiche e strategie terapeutiche eterogenee che integrano e si affiancano alle linee guida internazionali della buona pratica medica; le TC vanno pertanto distinte dalle Terapie Alternative, che per definizione si sostituiscono alla terapia convenzionale e non sono dunque contemplate nè condivise dall’Associazione.

Un esempio è rappresentato dalla Musicoterapia e dalla Neuromusicoterapia, quest’ultima integrabile nel percorso riabilitativo del paziente con particolari malattie neurologiche (es. ischemia cerebrale, M. di Parkinson). 

Anche l’agopuntura ha dimostrato una certa efficacia in alcune condizioni – prima tra tutte il dolore cronico (emicrania, dolori muscolari ecc) – risultati ben evidenziati da alcune metanalisi.

Per altre discipline diventa più difficile raccogliere evidenza scientifica di efficacia, sia perchè gli studi hanno ampiamente dimostrato l’inutilità di determinati trattamenti, sia perchè questi vengono erroneamente (e pericolosamente) utilizzati in alternativa alle linee guida.

Esiste comunque la possibilità che alcune forme terapeutiche si rivelino efficaci in condizioni peculiari, magari in associazione ad altre attività complementari: è per questo che ai professionisti chiediamo l’evidenza scientifica delle proprie procedure terapeutiche.

Non bisogna comunque dimenticare che spesso, anche le terapie dimostrate come inefficaci, si portano dietro due importanti elementi.

Il primo è l’effetto placebo, che spesso viene “dimenticato” o relegato a fattore di disturbo negli studi scientifici. Si tratta, invece, di un effetto terapeutico nobile e primordiale, da sfruttare e potenziare ogniqualvolta è possibile.

Il secondo è l’interazione operatore-paziente: in molti casi i Pazienti si sentono presi in carico ed ascoltati da professionisti che – a torto o a ragioni – utilizzano un approccio olistico della problematica, soffermandosi a lungo sulla persona che hanno davanti, sulla sua storia, sulle sue sofferenze.

A chi sono rivolte le attività dell’Associazione?

L’attività divulgativa e di promozione dell’Associazione interessa tanto i Pazienti quanto i Caregiver. Una corretta informazione trasversale è necessaria e propedeutica all’instaurazione di un legame terapeutico solido e fondato sulla fiducia reciproca, contrastando l’isolamento che solitamente consegue alla malattia.

Perchè utilizzare le Terapie Complementari?

La richiesta e ricerca di TC nasce dalla necessità di integrare ciò che le terapie tradizionali non riescono a fornire, o meglio ancora quel che i Pazienti e i loro familiari pensano di non poter ottenere da queste. 

I continui tagli alle risorse, i limiti intrinseci del SSN, l’iperspecializzazione delle discipline sanitarie e l’eccessiva burocratizzazione portano ad una progressiva e inevitabile perdita della visione di insieme del malato. Sempre più spesso ci si limita alla guarigione della malattia, più che alla cura della persona nell’insieme. 

In alcuni casi il ricorso a TC è semplicemente mirato al raggiungimento di risultati migliori, più duraturi e in tempi più rapidi rispetto alle sole terapie convenzionali. In altre situazioni vi è la invece la necessità di raggiungere un rapporto diverso e più profondo con il medico, i familiari, con gli operatori sanitari o – più semplicemente – con il proprio corpo e la propria dimensione interiore. 

Le TC sono validate scientificamente?

Molte terapie complementari – come nel caso di regimi alimentari particolari, della musicoterapia e dell’agopuntura – hanno ricevuto, negli anni, una validazione dal punto di vista scientifico. 

In alcuni casi gli studi scientifici non hanno dimostrato efficacia terapeutica maggiore rispetto al placebo. In altri ancora (come nel caso delle artiterapie) gli studi scientifici sono di difficile attuazione per l’immaterialità dell’agente terapeutico e la conseguente impossibilità di catagorizzarlo, standardizzarlo e renderlo esplorabile da un punto di vista matematico o statistico. 

La ricerca e la valutazione di alcune discipline e strategie deve dunque essere ponderata scrupolosamente e caso per caso, munendosi della consapevolezza di non poter sempre ricorrere alla statistica così come siamo abituati ad utilizzarla. 

Particolare cautela, infine, deve essere sempre essere posta nell’utilizzo di tecniche prive di qualsiasi supporto scientifico.

Le TC possono essere dannose?

Primum non nocere: una terapia, proposta da mani competenti ad un Paziente informato, non dovrebbe mai essere dannosa. 

Occorre comunque porre particolare cautela nell’adottare e proporre TC, considerando il fatto che chi affronta una malattia si trova in una condizione di particolare vulnerabilità. E’ inoltre fondamentale avere la certezza che il Paziente non ceda alla tentazione di trasformare il “complementare” in “alternativo”, abbandonando i trattamenti validati dalle linee guida internazionali.

Con l’avvento di internet e dei social media, molti pseudoprofessionisti potrebbero poi approfittare della condizione di fragilità per lucrare sulla malattia e sulle speranze, diffondendo disinformazione e proponendosi come valida se non migliore alternativa alle terapie convenzionali. 

La rete globale ha consentito la propagazione di dannose correnti complottiste, chiuse al dialogo e sprovviste di qualsiasi spirito critico. Da non tralasciare, poi, i continui e immotivati allarmismi sulle tematiche più disparate, così come l’apparentemente innocuo abuso di parole come “naturale” e “biologico”.

In caso di dubbi rivolgetevi sempre al vostro medico di fiducia.

Quali discipline sono escluse dall’associazione?

L’ATC Toscana è aperta al dialogo con operatori (e Pazienti) di ogni tipologia ed estrazione, purchè sappiano lasciarsi andare ad un dialogo costruttivo, rispettoso del metodo scientifico, aperto alla critica, curioso e propositivo. Siamo disponibili ad ascoltare e promuovere ogni tipo di esperienza quando questa, laddove applicata con criterio, rappresenta un effettivo aiuto nella malattia. 

Fermo restando che la nostra impostazione riguardo le differenti strategie terapeuiche è allineata a quella del mondo scientifico – dunque nel pieno rispetto del primun non nocere e delle linee terepeutiche ufficiali – siamo tuttavia dell’avviso che la cura dell’individuo nel suo insieme possa essere affidata anche a elementi che fanno leva su elementi non scientifici, ovvero non misurabili. Arte, movimento, contatto, ma anche spiritualità, esplorazione del mondo interiore e la stimolazione sensoriale (suoni, odori): in virtù di questa apertura critica nessuna disciplina è esclusa a priori. Questo anche perchè il loro utilizzo come terapie complementari – piuttosto che come alternative – rimane ancora in gran parte da scoprire, laddove possibile.

Scegliere di curare al meglio anche questi aspetti, assecondando le proprie attitudini e inclinazioni, è un diritto inalienabile di ogni malato.

La persona, al centro.